L’ alkimista

Centellino le attenzioni che concedi
con parsimonia e generosità
spremo i tuoi silenzi
e ne distillo il senso
Viviseziono i tuoi gesti
vaglio più di quel che sono
i tuoi sguardi,
una cartina al tornasole.
Cento cc di carezze celate
parole pesate a precisione.
Poggio l’alambicco
sulla fiamma
a fuoco lento
mi brucio.
Stendo la tovaglia
sul mio corpo nudo
e mi preparo per il rito.
Mi verso un sorso
di delusione
assaporo l’attesa.

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Presto smetto

Un soldato di plastica
I giochi miei non ti hanno mai insegnato ad impugnare scuse
su come non farcela.

Prendi quello che abbiamo avuto
ieri è giusto che ci sia domani.
Prendi quello che abbiamo avuto
ieri è giusto che ci sia.
Ma il tempo vuoi e non importa.

Parole che cadono
ai colpi trasversali di un esercito di cellule impazzite
che Milano bombardano

Cambia tu le regole
di questo gioco perché io ci sia
domani
Cambia tu le regole
di questa guerra perché io ci sia..
Ma il tempo vuoi

La gente che non ha niente da fare
si dimentica di noi,
protetta dall’avvento dei nuovi mercati alternativi
ai nostri guai.

Vieni anche tu nella città dei caroselli, delle madonnine,
delle guglie asmatiche, delle puttane,
dei tribunali messi a testa in giù.

Punta tutto sulle mie promesse,
gioca un briciolo di colpa sulle tue scommesse.

La Milano della moda
La Milano dei capelli deboli e poi persi